Per “gestione del credito” si intende l’insieme di attività interne a un’azienda o a un ente finanziario volte all’amministrazione dei pagamenti da parte di fornitori, clienti e debitori. Il responsabile di questo comparto di business viene detto “credit manager”; la professione è relativamente recente, ma nel corso dell’ultimo decennio si sono andati moltiplicando i master e i corsi di specializzazione dedicati proprio alla formazione di professionisti competenti. Una tendenza tanto più rilevante, in quanto oggi i compiti del manager non si limitano alla sola riscossione dei crediti accumulati, ma si estendono anche al la gestione di cassa, al controllo della situazione patrimoniale dei clienti e alla loro selezione sulla base della probabile solvibilità, arrivando sino alla consulenza straordinaria in materia di allocazione delle risorse in caso di crisi dell’azienda. La gestione del rischio, oggi, ha un’accezione tanto ampia da andare a influenzare le stesse attività commerciali dell’impresa, e risulta sempre più accentuata la tendenza a dedicare un apposito comparto di business alla sua amministrazione. L’outsourcing del credit management, ad ogni modo, è ancora molto diffuso e molti professionisti specializzati in questo campo operano come consulenti esterni. La gestione del credito non può prescindere dal concetto di “risk management”, inteso come l’impiego di metodologie statistiche e matematiche per calcolare i rischi e minimizzare i danni legati a insolvenze e morosità. I costi per il recupero dei crediti insoluti, infatti, possono arrivare a incidere sino al 5% delle spese complessive di un’azienda: un conto piuttosto salato da pagare per qualsiasi business, soprattutto in un momento di diffuse difficoltà economiche.