Il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese è stato istituito con la legge 662 del 23 dicembre 1996 ed è stato successivamente aggiornato dalla legge 266 del 7 agosto 1997, recante “interventi urgenti per l’economia”, nonché da una serie di decreti del ministero del ministro delle attività produttive risalenti al 2005. Beneficiari del fondo sono le aziende, le cooperative e i consorzi di piccole e medie dimensioni, fatta eccezione per le imprese artigiane, che versino in buone condizioni economiche e finanziarie. Il fondo ha lo scopo di facilitare l’accesso al credito da parte di questi soggetti, sotto forma di finanziamenti di medio-lungo termine, locazioni finanziarie, partecipazioni di minoranza e altre operazioni ancora, purché vengano richiesti per effettuare investimenti materiali e immateriali sul territorio nazionale. Le agevolazioni previste dal fondo di garanzia per le Pmi sono sostanzialmente tre: la prima e più rilevante è data dal servizio di garanzia diretta, che copre l’esposizione dei soggetti richiedenti in misura variabile tra il 60% e l’80% della loro esposizione finanziaria. In secondo luogo, vi è la possibilità di richiedere una “controgaranzia”, rivolta esclusivamente a confidi e consorzi a loro volta specializzati in servizi di garanzia. Questo servizio è concesso per il 90% dell’importo garantito dagli istituti richiedenti, purchè non superi una percentuale compresa tra il 60 e l’80% dell’ammontare delle singole operazioni finanziate. La “cogaranzia”, infine, è concessa a favore dei soggetti finanziatori, ma in maniera congiunta rispetto a confidi e altri fondi di garanzia. Nell’aprile del 2009, il ministero dello Sviluppo ha stabilito che i fondi a disposizione di ogni singola impresa fossero incrementati da 500mila euro a 1,5 milioni, portando il plafond totale a disposizione del fondo a 1,6 miliardi di euro. L’ammontare dovrebbe essere sufficiente a garantire finanziamenti per le Pmi da parte delle banche per un totale di 80 miliardi di euro.