Le Banche di credito cooperativo (Bcc) sono istituti bancari a tutti gli effetti, ma si distinguono dalle strutture tradizionali per alcuni elementi essenziali. Anzitutto, le Bcc non hanno scopi di lucro, ma sono nate e si sono sviluppate per ricoprire un ruolo di utilità sociale e di mutuo supporto dei soci aderenti. Il loro scopo principale consiste nel garantire l’accesso al credito della comunità di riferimento, ed ogni istituto è strettamente legato al territorio su cui eroga i propri servizi. Le Banche di credito cooperativo, inoltre, non assumono forma di società di capitali ma di persone; il numero minimo di soci necessario per la costituzione di una Bcc è stato fissato a 200 lavoratori appartenenti a qualsiasi categoria professionale. Ogni socio può possedere più di un’azione, ma dispone sempre e comunque di un solo voto in Assemblea. Il Decreto Legislativo 385 del 1993 (Testo Unico Bancario) sancisce la disciplina attuale di questa tipologia di istituti, stabilendo che il 70% dei loro utili netti annuali sia destinato a riserva legale, e che la quota non utilizzata per la rivalutazione delle azioni o assegnata ad altre riserve debba essere destinata a fini di beneficenza o mutualità. Ad oggi, sono attive in Italia 438 Banche di credito cooperativo, diffuse in tutto il territorio nazionale con sportelli in 2.576 comuni. I soci delle Bcc sono quasi un milione e i loro clienti ammontano a 5,5 milioni. Le Bcc italiane sono parte di una rete più ampia definita semplicemente “Credito Cooperativo”, che rientra a sua volta in un sistema internazionale di istituti analoghi.