Le banche e gli istituti di credito e risparmio attivi in Italia si distinguono tra enti pubblici e privati e, ancora, sulla base della forma societaria adottata. Le banche rappresentano i soggetti principali dediti all’erogazione di mutui e finanziamenti; sul territorio italiano operano gruppi nazionali e internazionali, fra cui ricordiamo Unicredit, Intesa SanPaolo, Monte dei Paschi di Siena, Bnp-Paribas, Barclays, e altrettanti istituti di credito cooperativo e popolari. La normativa italiana prevede che tutte le società finanziarie che vogliano operare sul mercato dei prestiti debbano necessariamente essere iscritte nell’apposito albo dei mediatori creditizi tenuto dalla Banca d’Italia. A differenza delle banche, gli enti finanziari non sono autorizzati a raccogliere depositi, ma possono erogare ogni genere di finanziamento. Fra le molte società finanziarie attive in Italia molte in realtà, rappresentano l’emanazione diretta di un grande gruppo bancario. I negozi, gli esercizi commerciali e le aziende possono a loro volta concedere prestiti finalizzati, ma soltanto per la rateizzazione dei pagamenti dei beni e prodotti compravenduti. Un ulteriore ordine di istituti del credito è dato dalle istituzioni pubbliche, dagli enti locali e dai vari organismi dell’Unione Europea, che distribuiscono fondi sotto forma di finanziamenti agevolati. La Banca Centrale Europea, la Banca Europea per gli Investimenti, la Banca d’Italia (anche nota come Bankitalia) e persino la World Bank rientrano in questa categoria. L’attività di questi organismi risponde a precisi obiettivi statali o sovranazionali di sviluppo settoriale e di sostegno all’economia nazionale ed europea. A prescindere dalla loro natura, tutte le banche e gli istituti di credito e risparmio devono rispondere alle norme di legge italiane a tutela dei clienti e dei debitori.